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L’ultimo film di Gigi Proietti “Io sono Babbo Natale” uscirà a Dicembre

L’ultimo film di Gigi Proietti “Io sono Babbo Natale” uscirà a Dicembre. Il ruolo di Mangiafuoco in “Pinocchio” di Matteo Garrone non sarà l’ultimo film di Gigi Proietti.

Che nei mesi precedenti alla sua scomparsa avvenuta a 80 anni ha girato il film “Io sono Babbo Natale”, al fianco di Marco Giallini.

Sarà dunque questo il suo testamento cinematografico, la conclusione della carriera sul grande schermo. Il film era previsto in uscita il 3 dicembre.

Ma vista l’emergenza sanitaria e le sale chiuse almeno sino al 24 novembre, non c’è ancora nulla di certo. Sicuramente, come ha confermato Lucky Red nel suo sito ufficiale, la pellicola sarà visibile per Natale.

La trama, Proietti nel ruolo di Babbo Natale

Dopo “Mandrake” di Febbre da cavallo, la voce del Genio di “Aladdin” e Mangiafuoco, Proietti sarà dunque anche Babbo Natale.

In una commedia festiva che potrebbe essere il titolo ideale in questo periodo buio e incerto. La storia del film, diretto da Edoardo Falcone. Leggi qui

Ruota attorno a un ladro ed ex detenuto di nome Ettore (interpretato da Marco Giallini), privo di legami famigliari e dedito a un’esistenza disperata e miserabile.

Finito in prigione per una rapina, non ha mai conosciuto la figlia nata dalla relazione con la ex compagna. Durante uno dei suoi furti, però, arriva nella casa di un signore di nome Nicola Natalizi (Proietti).

Che si rivelerà essere proprio Babbo Natale, pronto a cedergli il testimone del suo “lavoro” così straordinario. Il film vede nel cast anche Barbara Ronchi e Antonio Gerardi.

Alleluja brava gente

Il primo vero successo per Proietti arriva nel 1970 quando viene improvvisamente chiamato a sostituire Domenico Modugno, che aveva avuto un incidente, nella parte di Ademar nella commedia musicale di Garinei e Giovannini ‘Alleluja brava gente’.

Nel 1967 sposa un’ex guida turistica svedese, Sagitta Alter, dalla quale ha due figlie: Susanna e Carlotta, anche loro attrici.

Gli anni ’70 sono fondamentali per la carriera di Proietti che, pur non avendo mai pensato al teatro e dopo essersi iscritto per caso al Centro Teatro Ateneo e avere studiato con personaggi del calibro di Arnoldo Foa’, Giulietta Masina e Giancarlo Sbragia, inizia i suoi famosi ‘One man show’.

Proietti intuisce che deve affrontare il palcoscenico da solista per non restare ingabbiato nei ruoli da comprimario.

Nel ’76 incontra lo scrittore Roberto Lerici con il quale scrive e dirige i suoi spettacoli più celebri, da ‘A me gli occhi, please’ a ‘Come mi piace’ e ‘Leggero leggero’.

Febbre da cavallo

Gli anni ’70 sono fondamentali anche per la carriera di Proietti sul grande schermo. In quegli anni è diretto anche da registi internazionali come Sidney Lumet, Robert Altman, Ted Kotcheff e Bertrand Tavernier.

Il ruolo che però lo rende davvero ‘pop’ è quello di Bruno Fioretti detto Mandrake in ‘Febbre da cavallo’ di Steno, pellicola diventata ormai un vero ‘cult’.

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