attualità cronaca Italia

Covid: Napoli, in 30 a festa di compleanno in un bar

Covid: Napoli, in 30 a festa di compleanno in un bar. In trenta stavano festeggiando un compleanno all’interno di un bar di Monteoliveto, a Napoli, senza che la titolare avesse esposto, all’ingresso dell’esercizio commerciale, il cartello riportante il numero massimo di persone ammesso nel locale.

E’ quanto hanno scoperto gli agenti del commissariato Decumani nel corso di un servizio straordinario di controllo del territorio nel centro storico di Napoli.

Ventidue le persone identificate nel corso dei controlli.

Sono scattate multe per 800 euro alla titolare del bar oltre alla chiusura del locale per quattro giorni per inottemperanza delle misure anti-Covid-19.

19enne ucciso:18enne a gip, chiedo scusa. Sono pronto a pagare

Ha voluto rilasciate dichiarazioni spontanee e chiedere scusa alla famiglia della vittima Domenico Iossa junior, il 18enne reo confesso dell’omicidio di Simone Frascogna.

Il 19enne accoltellato a morte a Casalnuovo (Napoli) la sera di martedì scorso al culmine di una lite scoppiata per una banalità, motivi di viabilità.

Una morte assurda della quale devono rispondere anche un 16enne e un 17enne che erano con lui.

Davanti al gip di Nola Sebastiano Napolitano e al suo difensore, l’avvocato Antonio Iorio, Domenico ha impugnato una penna e scritto poche righe.

“Io sottoscritto Domenico Iossa junior, nato ad Acerra il 28 maggio 2002, in relazione a quanto ho commesso la sera del 3 novembre 2020 voglio dire che da quella sera anche io, per un verso, non vivo più.

Non vi sono parole per farvi comprendere come io stia male, non riesco a sopportare il peso di avere tolto la vita a un giovane ragazzo come me.

Non ho mai commesso reati in vita mia, ho sempre lavorato da quando avevo 13 anni, il mio amore era ed è fare il carrozziere.

Ormai anche io non vivo più dentro di me. Voglio chiedere pubblicamente scusa alla famiglia di Simone.

Vi chiedo immensamente scusa, vorrei tanto tornare indietro e non fare ciò che invece ho fatto.

Ho sbagliato e sono pronto a pagare, sono tre giorni che non mangio e che non bevo perché non riesco sopportare il peso di avere tolto la vita ad un mio coetaneo.

Chiedo ancora scusa alla famiglia di Simone. Io, non ho mai scelto una vita di strada”. Domenico Iossa e il suo avvocato difensore sono ora in attesa della decisione del giudice.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: