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“Caccia al lombardo rosso”: bufera sulla Rai

“Caccia al lombardo rosso”: bufera sulla Rai. La satira è sacra, la satira va protetta e tutelata. Queste sono le basi per un Paese civile e democratico. Caterpillar è uno dei più noti programmi radiofonici del Paese, una vera istituzione nella trasmissione radio Rai.

Che da quasi vent’anni allieta soprattutto i viaggi degli automobilisti incolonnati al ritorno dal lavoro. La sua imponta è sempre satirica e politicamente scorretta.

Ma i radioascoltatori hanno lamentato un atteggiamento che negli ultimi giorni è andato un po’ oltre il limite.

Il Covid si sa, ormai da mesi è al centro della cronaca e della maggior parte dei discorsi ed è inevitabile, ma soprattutto lecito e doveroso, cercare anche di scherzarci sopra.

I conduttori Massimo Cirri e Sara Zambotti hanno però attirato su di sé le ire dei loro affezionati ascoltatori lombardi.

Tra le risate e con un conclamato sottofondo ironico, i due speaker pochi giorni fa hanno lanciato la campagna goliardica Caccia al lombardo rosso.

Un’iniziativa che prende spunto dall’ultimo Dpcm di Giuseppe Conte con il quale l’Italia è divisa in tre macro regioni di rischio e che vede proprio la Lombardia inserita tra quelle con maggiori restrizioni per l’alta diffusione del virus.

Il fatto

Quello che, da Cirri e Zambotti, è presentato come un gioco radiofonico consiste nel segnalare in maniera anonima in radio i cittadini lombardi e milanesi che si trovano fuori dai loro confini regionali col rischio di infettare le regioni, a loro dire, più salubri.

Una vera e propria azione delatoria nata con intenti ironici, che però è presa seriamente dagli ascoltatori, che a quel punto hanno iniziato a telefonare ai centralini di Radio2, emittente del programma.

“Vogliamo fare denuncia dell’invasione dei milanesi nelle zone più salubri. Dobbiamo difenderci dall’invasione dei milanesi che arrivano coi loro Suv e ci fanno ammalare tutti”.

La semplice azione delatoria richiesta inizialmente, però, si è trasformata in qualcosa di più importante quando Massimo Cirri ha suggerito alle persone in ascolto di passare dalle parole ai fatti.

E così, mentre gli ascoltatori segnalavano la presenza dei lombardi in svariate regioni, Cirri parlava di “forconi, fiaccole e pece per fare giustizia”.

Suggeriva “pick-up con persone sopra armate” e richiamava vecchi adagi storici: “Ricacciare a mare il lombardo invasore”.

Chi in quel momento si trovava sintonizzato su Radio2 ha potuto anche ascoltare frasi come: “Accatastare le fascine per bruciare i lombardi”.

“A me piace molto incitare all’odio sociale”, scherzava Massimo Cirri mentre i suoi ascoltatori continuavano a chiamare, supportato dalla Zambotti.

“Verso i milanesi c’è un certo gusto a farlo”

Qualcuno potrebbe obiettare che i due conduttori stessero facendo autoironia, vivendo loro a Milano. Resta il fatto che da febbraio i lombardi vengono additati, e non per scherzo, come untori del Paese.

Sono segnalati episodi discriminatori nei confronti di milanesi e lombardi in generale, che non sono riusciti a prenotare le vacanze quando ancora si poteva.

Perché alimentare questo sentimento?

In questo clima così infuocato è facile che qualcuno prenda sul serio certi suggerimenti, tanto più se vengono trasmessi in uno dei principali canali radiofonici del servizio pubblico nazionale.

La Rai dovrebbe unire l’Italia, invece di dividerla. Inoltre, in zona rossa con la Lombardia ci sono Piemonte e Val d’Aosta ma, soprattutto, la Calabria.  Fonte IlGiornale

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