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Brusaferro: “Frena crescita dell’Rt. Ma rischio resta alto”

Brusaferro: “Frena crescita dell’Rt. Ma rischio resta alto”. Finalmente arrivano notizie incoraggianti sulla situazione Covid-19 nel nostro Paese.

Il quadro generale resta preoccupante e perciò la guardia va tenuta alta. Ma dopo settimane di negatività e allarmi ecco che si inizia a intravedere una piccola luce.

A fornire importanti aggiornamenti è Franco Locatelli in occasione del punto stampa al Ministero della Salute sull’analisi epidemiologica

“Quell’accelerazione marcatissima delle scorse settimane è venuta meno, c’è una decelerazione che è il frutto delle misure già poste in essere”.

Una novità che deve incoraggiarci a stringere i denti, a rispettare le norme vigenti e a compiere altri sforzi, mantenendo buonsenso e adottando comportamenti individuali responsabili.

“Avere un Rt stabile va letto in senso positivo, ovviamente ci aspettiamo che con il trascorrere dei giorni i dati possano ulteriormente migliorare”.

Il presidente del Consiglio superiore di sanità si è espresso anche sulle ultime notizie relative al vaccino.

Ieri la Pfizer ha annunciato l’efficacia al 90% dell’antidoto, frutto del matrimonio tra la Big Pharma americana e la biotech tedesca BioNTechche, che così torna a far sperare l’intera popolazione mondiale.

“Non si può che salutare con evidente apprezzamento l’informazione che uno dei vaccini che era in fase 3 che ha dato dei risultati particolarmente apprezzabili e incoraggianti.”

“Questo vaccino già nella fase pre clinica aveva dato risultati apprezzabili, una ottima efficace sia in termini di immunità sterilizzante che di prevenzione di malattia”, ha commentato.

Intanto si sarebbe già iniziato a lavorare su tutte le problematiche e sulle possibili soluzioni affinché il vaccino venga distribuito senza eccessive complicazioni.

“La crescita dei casi è ridotta”

Al punto stampa ha preso parte anche Silvio Brusaferro: “L’Rt sta crescendo più lentamente: a livello nazionale siamo a 1,7, con un intervallo di confidenza di 1,5”.

Questo dimostra che l’Italia è in uno scenario di tipo 3 e che nell’intero territorio nazionale l’indice di trasmissibilità è superiore a 1 e in alcuni casi sfiora il 2.

Il momento è cruciale: le misure di riduzione della socialità. “Sono importanti per rallentare” la corsa del Covid-19 ed è fondamentale che l’Rt sia inferiore a 1 in tutto il Paese.

La trasmissibilità attuale “mostra un certo rallentamento della curva” e in tal modo “si riduce la crescita rapidissima dei casi”.

Tuttavia l’incidenza risulta essere alta

“524 casi per 100mila abitanti nel periodo di sorveglianza che raccoglie dati di qualche giorno fa”. Le differenze tra Regioni ci sono, ma nel complesso l’Italia “eccede largamente soglia fissata a livello Ue”.

Il presidente dell’Istituto superiore di sanità, ha parlato pure della questione asintomatici.

La quota di chi non presenta sintomi rimane costante, “un po’ sotto il 50-60%”. Anche la parte dei pazienti critici e severi è minoritaria. “Ma comunque anche numeri contenuti sono in grado di impattare sui criteri delle terapie intensive”. Fonte IlGiornale

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