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Incendio nello studio Rai di “Agorà”, salta la trasmissione

Incendio nello studio Rai di “Agorà”, salta la trasmissione. Incendio nello studio Rai di Saxa Rubra, a Roma, dove si svolge la trasmissione Agorà.

Secondo quanto si apprende, le fiamme sono state domate ma il fumo rende al momento impossibile la messa in onda del programma di Rai 3.

La produzione sta cercando di trovare un altro studio per garantire lo svolgimento della seconda parte.

All’origine dell’incendio pare ci sia un “guasto tecnico” ha spiegato all’AGI Elsa Di Gati, vicedirettrice di Rai 3 e responsabile di Agorà.

Che rassicura: “Nulla di grave e nessuno si è fatto male”. Secondo quanto si apprende sarebbe andata a fuoco una centralina. In questo momento, i vigili del fuoco sono sul posto.

La proposta del Pd: affidare la Rai a una fondazione

Si accende sempre di più, all’interno della maggioranza, lo scontro sulla Rai. “Ha bisogno di un sistema di governance nuovo.

C’è la necessità di mettere in condizione la tv pubblica di competere, recuperando quell’autonomia necessaria per garantire il pluralismo proprio del servizio pubblico”, il rilancio del sottosegretario all’Editoria, Andrea Martella.

“La politica non può più comandare sulla Rai. Se vogliamo cambiarla davvero abbiamo bisogno di quella governance autonoma e indipendente, in grado di lavorare senza i condizionamenti dei partiti”, la risposta del pentastellato Primo Di Nicola.

“Invito pertanto tutte le forze politiche, a cominciare dal Pd, a mettere sul tavolo le loro proposte. Noi siamo pronti già da due anni. Altri ritardi non sono ammissibili”.

Ed eccola la proposta dem: sia affidata ad una Fondazione la proprietà “nonché la scelta delle strategie e dei vertici operativi”. La Fondazione quindi come “garante dell’autonomia dal governo del servizio pubblico e della sua qualità”.

Il piano è contenuto in una proposta di legge presentata alla Camera un mese fa dal vicepresidente del partito Andrea Orlando che ieri ha criticato il consiglio di amministrazione dell’azienda per la nuova infornata di nomine.

“Oggi la Rai, più che in passato – la premessa di Orlando – corre il rischio di una paralisi decisionale dovuta all’incrocio tra la tradizionale lottizzazione e l’attuale incerto bipolarismo.

Da molti anni, ormai, il consiglio di amministrazione fatica a prendere decisioni strategiche per l’azienda”, in questo settore “un’azienda che non sia in grado di prendere rapide decisioni strategiche rischia di essere tagliata fuori da ogni competitività”.

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