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Morto don Pigi Perini, per tanti anni parroco di Sant’Eustorgio

Morto a Milano don Pigi Perini, per tanti anni parroco di Sant’Eustorgio. E’ morto alle 5.30 di ieri don Pier Giorgio Perini, detto “Pigi”, storico parroco della basilica di Sant’Eustorgio a Milano.

Aveva 91 anni. Alla guida della parrocchia di corso di Porta Ticinese per 35 anni, aveva lasciato il ruolo di parroco nel 2012. Papa Francesco, nel 2019, incontrandolo ne aveva benedetto “l’instancabile opera di evangelizzazione”.

La basilica resterà aperta oggi per consentire ai fedeli un omaggio in preghiera, mentre dalle 20 alle 21 è prevista la recita del Rosario. Nella stessa basilica si svolgeranno, sabato 21 alle 11, le esequie che saranno trasmesse in streaming sul canale Youtube di Sant’Eustorgio.

“Non lo dimenticheremo mai per il bene che da lui compiuto fra noi, per averci fatto incontrare il volto di Gesù, per averci richiamati alla nostra vocazioni di evangelizzatori, per la fede viva e profonda che ci ha testimoniato sempre”, il ricordo della comunità parrocchiale.

La vita sacerdotale

Nato a Milano il 17 gennaio 1929, ordinato sacerdote nel Duomo del capoluogo lombardo il 27 giugno 1954, dal 1954 al 1955 era stato vice rettore del Collegio Arcivescovile di Tradate.

Dal 1955 al 1956 vice rettore del Collegio Arcivescovile di Seregno, dal 1956 al 1958 vicario parrocchiale a Milano San Giorgio, dal 1958 al 1977 vicario parrocchiale a Milano San Marco.

Quindi, dal 1977, parroco in Sant’Eustorgio. Qui aveva preso vita la sua iniziativa più nota: l’esperienza delle cellule parrocchiali di evangelizzazione, nate dal sogno di aiutare tutti – sacerdoti e laici – a scoprirsi, assieme, missionari nella vita, nella cultura, nel mondo di oggi.

Era il 1986 quando don Pigi portava in Sant’Eustorgio il “sistema delle cellule parrocchiali di evangelizzazione” praticato e vissuto nella comunità parrocchiale di St. Boniface a Pembroke Pines, in Florida, dove era parroco padre Michael Elvers.

Un’esperienza che don Perini aveva conosciuto in prima persona e aveva “trapiantato” a Milano, da dove si è diffusa in diversi Paesi del mondo. Il denominatore comune: la parrocchia che diventa davvero «la famiglia di Dio».

Una casa fraterna e ospitale dove tutti trovano accoglienza e dove tutti, nella propria condizione, con i propri “talenti”, sono chiamati alla missione evangelizzatrice”. Fonte L’inserto

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