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Mafia: processo con rito abbreviato a clan Foggia, 25 condanne

Mafia: processo con rito abbreviato a clan Foggia, 25 condanne. Il gup del Tribunale di Bari Giovanni Anglana ha condannato a pene fino ai 18 anni di reclusione 25 presunti affiliati alla mafia foggiana.

Sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsioni e rapine aggravate, detenzione illegale di armi e tentato omicidio. Il giudice, al termine del processo celebrato con il rito abbreviato, ha condannato gli imputati anche a risarcire le costituite parti civili.

Un imprenditore vittima di estorsioni, finito sotto scorta dopo aver denunciato i suoi aguzzini, Regione Puglia, Comune di Foggia; Confindustria Puglia, Confindustria Foggia, Fondazione Antiracket Puglia e l’associazione ‘Panunzio’ di Foggia.

Alla lettura del dispositivo, nell’aula bunker di Bitonto, erano presenti, oltre ai legali di imputati e parti civili e agli imputati; collegati in video-conferenza da diverse carceri italiane; i pm della Dda che hanno coordinato le indagini, Lidia Giorgio e Federico Perrone Capano, l’aggiunto Francesco Giannella e il procuratore facente funzione Roberto Rossi.

Traffico rifiuti, sequestrati a Bari 24mila kg abiti usati

Nell’ambito di una operazione di contrasto al traffico di rifiuti, circa 24 tonnellate di indumenti usati sono sequestrati nel porto di Bari da funzionari dell’Agenzia dogane e monopoli (Adm) e dalla Guardia di finanza che hanno scoperto il carico in un container proveniente dalla Lituania e diretto in provincia di Brindisi.

Attraverso le immagini rilevate da uno scanner a raggi X, e da una successiva ispezione, è accertato che il carico, costituito da capi di abbigliamento di ogni tipo, maleodoranti e ammassati alla rinfusa.

Senza il rispetto di alcuna norma igienica, non poteva in alcun modo essere considerato “rifiuto cessato” (cd end of waste); condizione che si ottiene soltanto mediante specifiche procedure di detenzione e igienizzazione.

L’attività operativa ha portato al sequestro penale dell’intero carico e del container utilizzato, mentre il legale rappresentante della società di destinazione operante nel brindisino è denunciato all’Autorità Giudiziaria per i reati di gestione non autorizzata e traffico illecito di rifiuti.

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