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Sei regioni al cambio di colore. Ecco lo scenario

Sei regioni al cambio di colore. Ecco lo scenario. I dati parlano chiaro. L’Rt, l’indice di trasmissibilità del virus, nella settimana tra il 16 e il 22 novembre, è in calo ovunque.

In13 si trovano nello scenario 1 e le altre otto sono in scenario 2. E, con una media dell’Rt di poco sopra l’1, nessuna avrebbe i requisiti per posizionarsi in zona rossa o arancione.

Tutte le regioni sono potenzialmente in fascia gialla.

“La velocità di trasmissione dell’epidemia in Italia sta rallentando”, confermano anche gli esperti della Cabina di regia. Dopo il via libera definitivo del Cts, il ministro alla Salute Roberto Speranza, potrà varare le ordinanze per spostare di zona le prime sei Regioni colpite dalle misure restrittive.

Lombardia, Piemonte, Val d’Aosta (che erano rosse il 6 novembre), Puglia e Sicilia (che erano arancioni). In bilico la Calabria che ha inviato ai tecnici dati “non valutabili”.

Lombardia arancione

La Lombardia cambia colore. Il governatore Attilio Fontana anticipa su Twitter l’annuncio dell’uscita dalla zona rossa. “Grazie ai sacrifici dei lombardi – scrive Fontana – , apprezzati i dati epidemiologici, ora siamo in zona arancione e potremo riaprire gli esercizi commerciali.”

“A breve la decisione del governo”

Dopo ore di tira e molla, polemiche e trattative serrate tra il governatore Fontana e il governo, la decisione ufficiale l’ha presa il ministro della Salute Roberto Speranza. Ma attenzione a non abbassare la guardia.

Anche se i dati lombardi sono da giorni confortanti, il quadro generale e la curva epidemiologica restano ancora in bilico. L’arancione denota, infatti, le zone a gravità “elevata”.

Da rosso ad arancione: cosa cambia?

In zona arancione resta vietato uscire dal proprio Comune, se non per ragioni di lavoro, istruzione, salute o per necessità: per farlo, occorre l’autocertificazione. Ci si può muovere all’interno del proprio Comune liberamente dalle 5 alle 22 senza autocertificazione.

Dalle 22 alle 5 scatta il “coprifuoco”

Si può uscire di casa solo per comprovate esigenze e compilando l’autocertificazione. Inviti a casa sconsigliati e smart working vivamente raccomandato. Riaprono le attività commerciali senza limitazioni.

Resta lo stop durante le giornate festive e prefestive all’attività dei negozi che si trovano nei centri commerciali, ad eccezione delle farmacie e parafarmacie, dei presidi sanitari, dei punti vendita di generi alimentari, dei tabacchi e delle edicole.

Ritornano in classe gli studenti delle seconde e terze medie. Resta in vigore la didattica a distanza per le scuole superiori. Non cambiano le regole per bar e ristoranti.

E’ consentito l’asporto e la consegna a domicilio, no alla consumazione sul posto. Ancora chiusi palestre, piscine, centri benessere e centri termali. Fonte IlGiornale

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