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Palermo, furbetti del cartellino: 18 misure cautelari

Palermo, furbetti del cartellino ai servizi cimiteriali: 18 misure cautelari. Timbrature multiple e allontanamenti dal luogo di lavoro. Un “pervasivo fenomeno di assenteismo” è scoperto al Comune di Palermo.

A scoprire il misfatto, dopo accurate e severe indagini, sono i carabinieri del Nucleo investigativo e dell’Unità operativa di Polizia giudiziaria del locale Comando di Polizia municipale.

Per 18 dipendenti comunali, accusati a vario titolo di falsa attestazione di presenza in servizio e truffa ai danni dell’Amministrazione comunale, è scattato l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.

Le indagini sono scattate dopo alcune segnalazioni anonime a seguito delle quali erano avviati due differenti filoni d’indagine. Sotto la lente d’ingrandimento è finito l’ufficio comunale competente per gli impianti cimiteriali.

Secondo gli investigatori gli indagati “attestavano falsamente gli orari di svolgimento delle proprie mansioni, traendo in inganno l’amministrazione di appartenenza, in violazione dei doveri di fedeltà e diligenza dei pubblici dipendenti”.

Sono complessivamente 55 gli indagati. Le indagini, scattate dopo una segnalazione anonima e che hanno interessato gli uffici dei Servizi cimiteriali di via Lincoln, hanno permesso di ricostruire “condotte penalmente rilevanti” su 55 impiegati, ovvero più di un terzo dei circa 150 dipendenti che prestano servizio nell’ufficio.

Aggrediti sanitari al pronto soccorso Policlinico Palermo

I parenti di due pazienti hanno aggredito i sanitari del pronto soccorso del Policlinico di Palermo, dopo che sono lasciati fuori dall’area di emergenza come prevede il protocollo anti Covid-19.

La prima a non accettare le disposizione è una ragazza di 29 anni, che si è scagliata contro l’infermiera incaricata del triage. Secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri ha iniziato ad insultare e minacciare l’infermiera.

Tutto per il ritardo nell’accettazione del parente malato e poi l’avrebbe colpita quando le hanno impedito di entrare nella zona emergenza. La giovane è denunciata per minacce e lesioni. Leggi anche qui

Qualche ora più tardi un nuovo intervento dei carabinieri al pronto soccorso del Policlinico. Anche in questo caso il parente di un paziente ha protestato in modo veemente contro le nuove regole sulla presenza di parenti nel pronto soccorso.

L’uomo, di 37 anni, lasciato in sala d’attesa, dopo aver urlato e minacciato i sanitari per oltre un’ora; ha tentato di sfondare una delle porte scorrevoli che danno accesso all’area di emergenza. Solo l’intervento dei carabinieri ha permesso di riportare la calma nel pronto soccorso. Seguici su FB

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