attualità cronaca Italia

Sequestro di persona e peculato, sospesi quattro poliziotti

Sequestro di persona e peculato, sospesi quattro poliziotti. Quattro poliziotti del commissariato Dora-Vanchiglia sono sospesi dal servizio su disposizione del Tribunale per aver condotto una gestione dell’attività investigativa al di fuori delle regole procedurali.

I reati contestati sono sequestro di persona, peculato, concussione, corruzione, falso in atto pubblico, detenzione e commercio di sostanze stupefacenti in merito a una singola operazione.

Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Gianfranco Colace e delegate alla Squadra mobile della Questura di Torino, hanno preso il via dalla denuncia di un uomo di origini marocchine.

Il gip ha disposto la misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per periodi compresi tra 6 e 10 mesi. Leggi anche qui

Covid: 17 morti in Rsa, procura di Ivrea apre fascicolo

La procura di Ivrea e i carabinieri del Nas stanno indagando sul decesso di 17 ospiti della residenza per anziani di Borgomasino, in Canavese. Le morti si sono verificate in poco più di quindici giorni, dopo quello di una donna risultata positiva al test rapido covid.

I tamponi hanno poi confermato la positività di 36 ospiti su 42. Di questi, 17 non ce l’hanno fatta. Dopo la segnalazione dei famigliari, la procura ha aperto un fascicolo per atti relativi, senza indagati o ipotesi di reato.

Scuola: la neve non ferma Anita, protesta anti-dad continua

Il Tar, e la neve, non fermano la protesta contro la scuola a distanza. Nonostante i giudici amministrativi abbiano dato ragione al Piemonte, dove proseguono le lezioni in dad.

Anche per le seconde e terze medie sebbene le regole della zona arancione consentano la presenza in classe, Anita e Lisa sono tornate in piazza, davanti alla Regione, per seguire le lezioni.

Per proteggersi dalla neve, le 12enni hanno ‘occupato’ i portici della Regione Piemonte con striscioni e cartelli. Avvolte in coperte sopra gli abiti pesanti, i termos caldi accanto al tablet, seguono le loro lezioni sedute per terra.

“E’ nostro diritto tornare in classe e vedere i nostri compagni dal vivo – sostengono. La nostra protesta va avanti. Con o senza neve”. Seguici su FB

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