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Il Viminale apre ai paesini dopo la loro protesta: “serve più flessibilità”

Il Viminale apre ai paesini: “serve più flessibilità”. Tolleranza zero, sì, ma con un po’ di flessibilità. Perché questi giorni di festa, benché il nuovo Dpcm ci imponga un Natale, un Santo Stefano e un Capodanno blindati, non diventino qualcosa di realmente triste.

In molti si staranno chiedendo che cosa si potrà fare durante il periodo indicato nel nuovo decreto. E in quali casi ci si potrà spostare dal comune di residenza, almeno nelle zone rosse e arancioni.

Anche perché, al di là delle grandi città dotate di tutti i servizi e comfort. In diversi piccoli comuni italiani non sono presenti farmacie, banche, poste, negozi di alcuni tipi.

Un caso particolare è quello di Quarto, un paese di 1.400 abitanti nel Piacentino che è suddiviso in tre comuni. C’è, infatti, una strada che divide a metà l’agglomerato di case.

Da una parte è comune di Piacenza, dall’altra di Gossolengo e alcune cascine si trovano a Podenzano. A Natale e Capodanno ci saranno nuclei familiari divisi da 50 metri di strada che non potranno festeggiare insieme o andare a messa. Un residente che abita nel comune di Piacenza e ha la suocera in quello di Gossolengo dovrà trascorrere il 25 dicembre lontano dalla moglie.

Il sindaco di Gossolengo Andrea Balestrieri ha raccontato che «il 25 e 26 dicembre e l’1 gennaio chi vive nella zona piacentina di Quarto non potrà attraversare la strada per ritirare il cibo d’asporto nei bar e nei ristoranti sul lato di Gossolengo. Si rischia una multa».

Il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha invitato il governo a trovare soluzioni «di buon senso». Che consentano di risolvere problemi di questo tipo senza intaccare il Dpcm.

La stessa cosa accadrà anche a Ferretto, per metà nel comune di Castiglione del Lago in Umbria e per metà a Cortona in Toscana. Ma anche a Borghetto, una frazione sul Lago Trasimeno, divisa tra Cortona, Castiglione del Lago e Tuoro.

Fonti del Viminale raccontano che per adesso per ciò che riguarda i giorni del 25, 26 dicembre e 1 gennaio tutto resta come è. Ovvero se si ha un genitore in un altro comune non ci si potrà spostare per andarlo a trovare, a meno che non si parta il 24 e si torni il 27.

Diversa la situazione nei giorni precedenti e successivi

Quando per motivi di necessità e con autocertificazione al seguito si potrà andare in un comune limitrofo se non ci siano sul nostro territorio alcuni servizi. Insomma, se si ha la banca in una diversa area municipale, ci si potrà andare senza alcun problema.

Nei giorni tra il 21 dicembre e il 6 gennaio, «il rientro presso la propria residenza, domicilio, abitazione dalle zone arancioni e rosse è consentito solo per coloro che hanno sul territorio regionale il proprio medico di medicina generale o il pediatra di famiglia.

Sono comunque consentiti i rientri motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, per motivi di salute o di studio». Come da Dpcm, «è consentito raggiungere seconde case, camper o roulotte, imbarcazioni di proprietà per la manutenzione».

È quindi consentito spostarsi in un comune limitrofo qualora il proprio comune non disponga di punti vendita dei prodotti necessari alle proprie esigenze. Oppure quando vi siano presenti punti vendita che garantiscano una maggiore convenienza.

Stessa cosa per accedere ai ristoranti con asporto

Per usufruire di attività di servizi alla persona o per «andare a trovare i figli presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario per condurli presso di sé».

Sì, quindi, agli spostamenti per la cura dei terreni o per dare cibo agli animali, ma limitati al tempo necessario per adempiere al compito.

Fonti vicine a palazzo Chigi fanno sapere che casi particolari come quello di Quarto saranno esaminati. Anche se il Dpcm vale per tutto il territorio nazionale e nei giorni delle ricorrenze, per adesso, resta il pugno duro. Fonte IlGiornale

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