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Morta la partigiana ed ex senatrice Lidia Menapace

Morta la partigiana ed ex senatrice Lidia Menapace. È morta Lidia Menapace, 96 anni, staffetta partigiana ed ex senatrice di Rifondazione comunista. Da alcuni giorni era ricoverata per Covid nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Bolzano.

All’anagrafe Lidia Brisca, è una voce storica del femminismo e del pacifismo

Grande protagonista del Novecento, Menapace è nel 1964 la prima donna eletta in consiglio provinciale a Bolzano, assieme Waltraud Deeg, e la prima donna in giunta provinciale come assessora alla Sanità.

La sua vita

Giovanissima, prende parte alla Resistenza partigiana come staffetta, con il nome di battaglia “Bruna”. Ottenendo il grado di sottotenente che rifiuterà nel dopoguerra, assieme al riconoscimento economico.

“Non ho fatto la guerra come militare e ciò che ho fatto non è monetizzabile”. A soli 21 anni consegue la laurea con il massimo dei voti in letteratura italiana all’Università Cattolica di Milano. Si impegna nei movimenti cattolici, in particolare nella Fuci (Federazione Universitaria Cattolica Italiana), e successivamente nella Democrazia Cristiana.

Si trasferisce nel 1952 a Bolzano, dopo il matrimonio con il medico trentino Nene Menapace (morto nel 2004), dove appunto sarò eletta in consiglio. Insegnante presso l’Università Cattolica di Milano.

Con l’incarico di lettrice di Lingua italiana e metodologia degli studi letterari, nel 1968 non le viene rinnovato l’incarico. A seguito della pubblicazione di un documento intitolato ‘Per una scelta marxista’.

In quell’anno lascia la Democrazia cristiana, della quale, ormai, non condivide più la linea politica. Simpatizza per il Partito comunista italiano e nel 1969 si unisce al gruppo degli eretici comunisti fondatori della rivista ‘Il Manifesto’, con Rossana Rossanda e Luigi Pintor. Sul mensile poi diventato quotidiano scriverà regolarmente fino alla metà degli anni Ottanta.

A partire dagli anni ’70 Menapace è presente nella politica attiva in associazioni, movimenti, incarichi istituzionali. Nei primi anni Ottanta è consigliere a Roma nelle liste del Partito democratico di unità proletaria.

Nel 2006-2008 è senatrice eletta nelle liste di Rifondazione Comunista

Proposta alla presidenza della Commissione Difesa di Palazzo Madama, la sua candidatura fu bocciata. Per il suo irriducibile pacifismo, anzi “antimilitarismo”, come rivendicava l’interessata.

Nel 2007 eletta presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito. Poi Nell’anno 2009 si candida alle elezioni europee nella lista anticapitalista Prci-PdCI nella circoscrizione Nord-Est senza essere eletta.

Nel 2011 entra a far parte del Comitato Nazionale Anpi

Nel 2018 ha accettato di candidarsi per il Senato con Potere al Popolo! pur sapendo che non sarebbe eletta. Nel 2019 le è conferito il Premio Margherita Hack – Personaggio laico dell’anno. Fonte Quotidiano.net

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