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La Svizzera ferma i treni verso l’Italia: “Non si rispettano le norme”

La Svizzera ferma i treni verso l’Italia: “Non riusciamo a far rispettare le norme”. La Svizzera è alle prese con una impennata di nuovi casi di Coronavirus, particolarmente significativa nel Canton Ticino. Per questo, oltre ad introdurre nuove misure restrittive, come il coprifuoco notturno.

Ha stabilito di fermare i treni in partenza per l’Italia e di sospendere il transito dei convogli internazionali fino al prossimo 17 gennaio. La decisione, spiegano le Ferrovie Federali svizzere.

E’ stata presa non essendo in grado di far rispettare alcune norme anti contagio richieste dalle autorità italiane. Con possibili gravi ripercussioni sul movimento dei lavoratori pendolari lungo il confine.

Tra Lombardia, in particolare con le province di Como e Varese, e Ticino, dove l’incide di contagio è salito alle stelle. Ma indicazioni più chiare arriveranno solo nelle prossime ore da parte dell’azienda elvetica.

E’ proprio in questa regione che sono decise misure ancora più stringenti per fermare la diffusione del contagio da Coronavirus. Come ha annunciato nei giorni scorsi il ministro della Salute Alan Berset.

Nella fascia di frontiera, infatti, ancora ieri si registravano 116 casi e 9 morti su una popolazione di poco superiore ai 300.000 abitanti. Più significativo un altro dato.

In Ticino il tasso di positività dei tamponi resta altissimo, il 22% contro il 16,3 dell’intera Svizzera. Il che ha imposto di correre ai ripari. Tra i provvedimenti, i bar chiuderanno alle 19, i ristoranti alle 22.

Stessa cosa dovranno fare casinò, sale bingo, night club e case per appuntamenti a luci rosse. “La situazione non è soddisfacente, c’è pressione sulle strutture sanitarie”, ha commentato il governatore ticinese Norman Gobbi.

Svizzera: “Tutti in coda alla pista da sci. La situazione è inaccettabile”

Un fiume di gente in coda alla stazione sciistica di Verbier, nel Canton Vallese, e ha sollevato non poche polemiche in tutta la Svizzera. Qui pur di salvare la stagione invernale nell’era Covid si è deciso di tenere aperti gli impianti confidando in alcune regole e nella responsabilità degli sciatori. Da quello che si vede però le norme non sono state rispettate.

“La situazione è inaccettabile” ha detto il consigliere di Stato vallesano, Christophe Darbellay. Si legge sulla Stampa:

Dal 22 dicembre, comunque, l’apertura delle singole stazioni invernali sarà autorizzata dai cantoni solo se la situazione epidemiologica lo consentirà.

Inoltre, la portata degli impianti chiusi come le ovovie e le funivie, finora non regolata, verrà ridotta a due terzi. Lo ha spiegato in una conferenza stampa Alain Berset, consigliere federale capo del Dipartimento dell’Interno. I cantoni dovranno controllare le regole nei comprensori sciistici e in caso di abusi ripetuti revocare l’autorizzazione. Fonte Fanpage

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