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Paolo Rossi la vergogna nel giorno del funerale. Svaligiata casa sua

Paolo Rossi la vergogna nel giorno del funerale. Svaligiata casa sua. La vergogna nel giorno dei funerali e dell’addio di Paolo Rossi. Mentre si celebrava l’ultimo saluto all’ex attaccante di Vicenza, Juventus e Milan. Infatti, la sua abitazione nella tenuta di Bucine in provincia di Arezzo è svaligiata dai ladri.

La casa è messa sottosopra dai malviventi e ad accorgersi del triste accaduto è proprio la moglie Federica Cappelletti. Una volta tornata a casa dopo i funerali svolti a Vicenza.

Sul posto sono subito occorsi i carabinieri che stanno ancora svolgendo delle indagini per far luce su questo vile e increscioso accaduto. Tra gli oggetti mancanti alcuni gioielli tra cui anche un orologio appartenuto a Pablito Rossi.

Non sembra, invece, siano sottratti cimeli sportivi dell’ex campione del mondo con l’Italia di Enzo Bearzot ai Mondiali di Spagna del 1982.

Al momento sono in corso i rilievi da parte della Polizia scientifica che proverà a fare luce su quanto successo nella giornata di oggi durante i funerali.

Pare che la banda di malviventi abbia forzato una finestra per entrare nell’abitazione della famiglia Rossi anche se il bottino sarebbe davvero magro.

Con poche centinaia di euro e l’orologio appartenuto all’ex compianto attaccante nativo di Prato. Resta un atto vile e vergognoso nel giorno del ricordo di Pablito che ha fatto piangere l’Italia intera e i tanti appassionati di calcio.

L’ultimo saluto a Pablito Rossi

Il triste giorno è purtroppo arrivato con l’ultimo saluto a Paolo Rossi, artefice della vittoria dell’Italia di Enzo Bearzot al Mondiale del 1982 in Spagna.

Dopo la camera ardente allestista allo stadio “Menti” il funerale si è svolto presso il Duomo di Vicenza, sua città d’adozione dove è di fatto iniziata la carriera da calciatore.

A questa triste funzione hanno potuto partecipare solo 250 persone a causa delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria da coronavirus. Prima della cerimonia il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha deposto una maglia azzurra della nazionale italiana con il suo numero 20 sul feretro.

Il feretro è trasportato presso il Duomo di Vicenza da parte di alcuni suoi ex compagni del mondiale del 1982. In testa al gruppo Antonio Cabrini e MarcoTardelli. In chiesa presente il Divin Codino Roberto Baggio e all’esterno della chiesa i cori delle persone comuni per ricordare la figura di Pablito.

Lo strazio dei compagni

Fulvio Collovati ha ricordato con la voce rottta dall’emozione il suo grande amico di mille battaglie: “Io penso di essere stato il primo quando alle 3 Federica ci ha mandato il messaggio, ufficializzando la notizia.

Ci ha scritto “Mi raccomando non dimenticalo”. Ma come facciamo a dimenticarlo? Io gli devo molto perché sono Campione del Mondo grazie a lui”.

Anche Antonio Cabrini che ha portato il feretro del suo amico ha ricordato commosso Paolo:”Non ho perso solo un compagno di squadra, ma un amico e un fratello. Insieme abbiamo combattuto, vinto e a volte perso, sempre rialzandoci anche davanti alle delusioni.

Siamo stati parte di un gruppo, quel gruppo, il nostro gruppo. Non pensavo ti saresti allontanato così presto, ma che avremmo camminato ancora tanto insieme. Non ti lascerò mai, ma tu stai vicino a tutti noi, come io starò vicino a Federica e ai tuoi figli”. Fonte IlGiornale

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