attualità cronaca mondo politica

Ungheria condannata dalla corte UE per violazioni dei diritti umani

Ungheria condannata dalla corte UE per violazioni dei diritti umani. Ungheria ancora osservata speciale per le violazioni del diritto europeo. Le violazioni riguardano la limitazione dell’accesso alla procedura di protezione internazionale.

Il trattenimento irregolare in zone di transito dei migranti che richiedono la protezione, e la riconduzione in una zona frontaliera di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.

“L’Ungheria è venuta meno agli obblighi del diritto dell’Unione in materia di procedure di riconoscimento della protezione internazionale e di rimpatrio di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare”.

Dice la Corte di giustizia dell’Unione europea in una sentenza. Ora l’Ungheria dovrà conformarsi alla sentenza: se non lo farà la Commissione potrà chiedere sanzioni pecuniarie.

La Corte ha accolto la parte essenziale del ricorso per inadempimento presentato dalla Commissione contro l’Ungheria. Ed ha stabilito che il Paese guidato da Viktor Orban è venuto meno

“Al proprio obbligo di garantire un accesso effettivo alla procedura di riconoscimento della protezione internazionale, in quanto i cittadini di Paesi terzi che desideravano accedere. A partire dalla frontiera serbo-ungherese, a tale procedura si sono trovati di fronte, di fatto, alla quasi impossibilità di presentare la loro domanda”.

I giudici ricordano

“Che la presentazione di domanda di protezione internazionale, prima della sua registrazione, del suo inoltro e del suo esame, costituisce una tappa essenziale nella procedura di riconoscimento di tale protezione. E che gli Stati membri non possono ritardarla in modo ingiustificato.”

“Al contrario, devono garantire che gli interessati possano essere in grado di presentare una domanda, anche alle frontiere, non appena ne manifestino la volontà”.

Per la Corte Ue è poi una violazione delle norme europee anche

“L’obbligo imposto ai richiedenti protezione internazionale di rimanere in una zona di transito durante l’intera procedura di esame della loro domanda”, che “costituisce un trattenimento”.

Infine, l’Ungheria è venuta meno agli obblighi della direttiva ‘rimpatrio’, “in quanto la normativa ungherese consente di allontanare i cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno nel territorio è irregolare. Senza rispettare preventivamente le procedure e le garanzie previste da tale direttiva”.

I giudici hanno anche “respinto l’argomento dell’Ungheria secondo cui la crisi migratoria avrebbe giustificato una deroga a talune norme delle direttive ‘procedure’ e ‘accoglienza’, al fine di mantenere l’ordine pubblico e di salvaguardare la sicurezza interna”. Fonte Fanpage

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: